La mia Trasversale Sicula, 9a e 10a tappa

16.06.2020

9a e 10 tappa, da Vallelunga Pratameno a Villarrosa passando per Alimena.

Ci sono volte che tu sai giá come andrá a finire. Occasioni in cui le sensazioni su qualcosa o qualcuno finiscono per essere confermate dalla realtá. Quando questo processo avviene in me, spesso, me ne accorgo lentamente. La stessa lentezza con la quale, quando siamo tutti concentrati su qualcosa, avvertiamo la presenza di una mosca che, indisturbata, cammina sulla nostra fronte. Una presenza che non é solletico, non ancora almeno. Poi, d'improvviso, nasce l'esigenza di muovere un braccio ed una mano verso quel qualcosa che, solo a questo punto, sappiamo con estrema chiarezza (e fastidio) essere una mosca.
Un processo analogo é avvenuto in me ieri quando, arrivato a Resuttano dopo 25 duri chilometri in solitaria, ho cominciato a chiedere in giro e fare telefonate per trovare una qualche forma di ospitalitá. Segreterie telefoniche, bar chiusi, un'assistente sociale del comune a cui mi ero rivolto (come referente dell'accoglienza pellegrina) che, con estremo garbo e gentilezza, mi dice che no! Che le dispiaceva tanto, ma non poteva darmi l'autorizzazione a montare la mia piccola tenda nel parco comunale. Di altre forme di accoglienza pubbliche, neanche a parlarne. Allora, non senza un certo sottile risentimento, provo a chiamare l'unico b&b del paese che fa ospitalitá ai tempi del Covid. Ma quando la proprietaria mi dice che, per una persona soltanto, non le conviene aprire la stanza, che le spese di pulizia sono tante, che le tasse pure ed arriva anche a chiedermi se per caso non conoscessi qualcun altro che volesse dormire con me nella sua struttura... a quel punto e solo a questo punto si é "mossa la mia mano"! La scelta era giá li, aveva solo bisogno di essere presa. Sono le 16, ci sono ancora almeno 4 ore piene di luce solare, mi sento in forma nonostante i km di salita, il prossimo paese (Alimena) dista "solo" 12 km: continuo il cammino, ME NE VADO! Poco importa, poi, che questi km siano stati tra i piú impegnativi di tutta la trasversale. Che il fiume Imera aveva eroso ogni traccia del cammino obbligandomi ad avanzare facendomi largo nella fitta vegetazione e dovendo guadare ruscelli. La voglia ed il piacere di andare avanti smorzavano la stanchezza.

So che qualcuno potrebbe pensare che si possa trattare di una sorta di “profezia che si auto-avvera” per la quale ció che accade nella realtá é il frutto del nostro atteggiamento (anche inconsapevole) che contribuisce a che quel fenomeno si manisfesti. E probabilmente é stato cosí anche in questa occasione. Rimane comunque il fatto che non appena ho cominciato a calpestare i primi metri del selciato che conduce all'ingresso di Alimena, ecco che un signore affacendato a ripristinare un recinto, alza la testa e stupito mi dice: "Antica Trasversale Sicula? Benvenuto!". Cosí si presenta Marco guida CAI di Alimena che, in men che non si dica, mi invita a fermarmi nel bellissimo parco naturale che ha preso in gestione e che diventerá punto di accoglienza naturalistica anche per i pellegrini "trasversali". Mi invita a montare la tenda dentro la seicentesca stazione di posta che c'é dentro il parco.

Cosi, davanti due birre ghiacciate, facciamo conoscenza e ci raccontiamo un po' le nostre vite, i cammini, i viaggi, i progetti falliti e quelli che mettono il sorriso. Ma se volete saperne di piú dovete proprio prendere il vostro zaino, la vostra tenda ed andare ad Alimena, Marco, sono sicuro é pronto ad accogliervi!
Leonardo Stabile