Piccoli artigiani crescono: come rifare la scaletta della dinette

12.04.2019

La scaletta di accesso alla dinette è uno tra i legni interni della barca soggetto a maggiore usura: calpestio, acqua piovana, salsedine e raggi UV!

E' arrivato il momento di riprendere le pedate dei gradini in legno!

Come fare? Iniziamo a chiedere un po' di suggerimenti ad amici velisti, negozianti di prodotti nautici e frequentatori del cantiere dove sostava Safira per il rimessaggio invernale.

Ognuno, senza esitare e con la sicurezza di chi ha sempre fatto questo nella vita, ci dà i propri consigli. Dopo una valutazione dei vari suggerimenti, decidiamo di carteggiare, trattare con resina epossidica e infine verniciare con poliuretanica!

Sembrava semplice nonostante fossimo consapevoli di non aver mai fatto un lavoro del genere!

Le prime difficoltà nascono, infatti, già al momento del carteggio. Interveniamo dapprima con dello sverniciatore per togliere la vecchia vernice, ma le macchie nere di muffa createsi a causa dell'infiltrazione dell'acqua rimangono ben visibili. Proviamo a trattare le macchie con candeggina, senza risultato! Interveniamo, allora, carteggiando un po' più a fondo ..... eh ahimè togliamo anche il primo strato di legno che rivestiva i gradini! Il colore del legno sottostante non è uguale a quello di prima!

Ci scoraggiamo un po', ma per fortuna interviene Salvo che ci suggerisce di impiallacciare le pedate della scala. Presi nuovamente da entusiasmo, compriamo tutto l'occorrente per questa nuova avventura: piallaccio di tanganica, colla neoprenica e impregnante per legno.

Torniamo in barca e subito al lavoro: prima operazione creare una dima, successivamente tagliare il piallaccio con un taglierino, spalmare la colla neoprenica sia sul gradino che sul piallaccio.... e infine incollare.

Anche stavolta qualcosa non è andato come il previsto: abbiamo spalmato la colla con il pennello, creando uno strato piuttosto spesso che non ci ha dato la possibilità, una volta venute a contatto le due parti, di regolare la sagoma sulla superficie del piolo. Risultato finale è stato un disastro ....poiché tentiamo di togliere il piallaccio il quale si strappa lasciando la colla sul gradino.

Beh decidiamo di lasciare tutto in sospeso ... e di andare a bere un bicchiere di vino con gli amici!

La mattina seguente iniziamo a togliere i residui di colla e viene in nostro aiuto Salvo, uno dei soci della nostra associazione Safira sailing, il quale ci suggerisce di spalmare la colla con una spatola per distribuirne un sottilissimo strato. Dopo un paio di ore ....il risultato è quello che vedete nelle foto!

Finalmente ci sentiamo soddisfatti del lavoro svolto! Leonardo continua il giorno seguente a definire i bordi utilizzando della carta vetrata 220. Proseguiamo i lavori con due mani di impregnante per legno e successivamente una mano di resina epossidica bicomponente!

Anche qui...si presenta il terzo intoppo. Il risultato dopo la resina è stato quello che vedete nella foto qui sotto. Non abbiamo ancora capito il perché si sia creato questo effetto a goccia (o a buccia d'arancia). 

 Le proporzioni erano state miscelate correttamente, la temperatura ambientale era ottimale. Una possibile spiegazione che ci siamo dati è stata quella che probabilmente l'impregnante aveva reso il supporto non perfettamente secco! Continuiamo con 2, 3 mani di resina epossidica cercando di livellare ed eliminare questo effetto.

Un po' stanchi e delusi, siamo indecisi se ricarteggiare o passare la vernice poliuretanica. Alla fine, decidiamo di proseguire ed ecco il risultato finale dopo 2 mani di vernice poliuretanica!

 Insomma un lavoro lungo e complesso (almeno per noi), ma anche un'occasione d'apprendimento e un esercizio di pazienza, vero ingrediente per il fai da te!